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Autore: DR Comunicazione

Il Festival di Sanremo più social di sempre

7 Marzo 2021

Uno dei commenti più divertenti sul Festival di Sanremo 2021 lo ha scritto Claudio Sabelli Fioretti che è uno stimatissimo giornalista, scrittore e conduttore radiofonico: «Vogliamo scommettere che fra una decina di anni il Festival di Sanremo lo vince il piccolo Leone?» Il riferimento è proprio al figlio di Chiara Ferragni e Fedez. In una battuta ha proiettato in un futuro non troppo lontano un meccanismo della comunicazione che è già sotto gli occhi di tutti noi. 

Like o televoti?

Senza entrare nell’inutile polemica di chi ha puntato il dito contro Chiara Ferragni, attaccata (da chi non ha vinto) per aver esortato i suoi quasi 23 milioni di follower a votare per il marito Fedez, in gara con Francesca Michielin, il segreto del successo dei trionfatori di Sanremo sta tutto nei numeri, quelli dei follower social degli artisti, e nel modo in cui sono stati utilizzati. Fedez e Michielin, che sul palco dell’Ariston hanno cantato Chiamami per  nome, potevano contare sui fan dei Ferragnez che al grido della influencer hanno letteralmente scatenato l’inferno, tanto da portare il pezzo del marito dal 21° posto della terza serata, all’11° della quarta e infine al secondo della finale. 

Strategia rock

Diverso il percorso dei Maneskin che hanno saputo sfruttare a loro vantaggio l’esposizione del Festival per aumentare il loro capitale di follower sui social. Nei primi giorni sono stati così bravi ad alimentare la curiosità intorno al loro gruppo e alla loro esibizione, giocando la carta sempre vincente dell’ambiguità (vedi Achille Lauro dell’anno scorso), tanto da utilizzare i social del festival come ponte per trasportare follower sui loro. Risultato: + 102% su Instagram prima della finale e un altro +51% dopo la vittoria. Non sappiamo se Leone vincerà il Festival 2031, ma se lo farà forse non avrà nemmeno bisogno di cantare.

Chi comunica vince e la pandemia diventa un’opportunità

Tempo di lettura: un corretto lavaggio delle mani con acqua e sapone

Il covid-19 ha stravolto anche tutti i parametri della comunicazione che ora è vincente solo se punta sulle relazioni con i clienti.

Tutto il mondo si lascia alle spalle un anno complicato che ha cambiato  irrimediabilmente anche il nostro modo di comunicare. E se il mantra di questi mesi è (giustamente) il distanziamento sociale, l’unica soluzione per uscire dall’impasse è paradossalmente quella di rivedere e rinsaldare le relazioni con i clienti, insomma di stare loro più vicini. Non fraintendete, non si tratta di tagliare le distanze fisiche in spregio ai vari Dpcm, bensì di riempire di valore quelle distanze. Non solo promozioni e risultati finanziari ma anche impegno, responsabilità, per fare in modo che il cliente riconosca nella nostra attività uno scopo. 

L’esempio di Re Giorgio

Giorgio Armani è stato uno dei primi a intuire la gravità della crisi. In una notte, durante la fashion week dell’anno scorso, ha deciso di trasferire le sue sfilate in streaming. Ha fatto subito sentire la sua presenza con donazioni agli ospedali e conversioni delle sue fabbriche che hanno cominciato da subito a produrre camici e mascherine. Con la pandemia ha riallineato la sua comunicazione promuovendo un’idea della moda e del lusso più sostenibile e coerente col momento storico che stiamo vivendo. Ha introdotto nella sua relazione con il pubblico, un concetto vecchio ma attualissimo di austerità in un settore in cui l’offerta è di gran lunga superiore alla domanda. Ha approfittato della crisi per ridare valore all’autenticità ridefinendo la sua posizione nel mondo. In pratica: collezioni più piccole, show più contenuti, e una ripartenza col botto. La flessione sarà inevitabile ma niente a che vedere con la batosta che stanno subendo e subiranno i suoi competitors.

Dallo storytelling allo storydoing

Con un calo delle attività così consistente e generalizzato, il mercato è ora ancora più aperto alla comunicazione. Una comunicazione nuova, essenziale e concreta e molto meno sensazionalistica. Una comunicazione fatta di messaggi inediti quanto le dinamiche mondiali che ogni giorno si presentano ai nostri occhi. Non basta più raccontare storie che facciano emozionare, occorre raccontare storie attraverso le azioni, i fatti. Dallo storytelling allo storydoing. La relazione tra azienda e cliente va oltre il binomio proposta-acquisto e diventa ‘fare insieme per migliorare il mondo’. Dalle parole ai fatti, la comunicazione diventa valore concreto.

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